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giovedì 6 maggio 2010

dopORQUESTRA6 - puntata 8

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.8 - Girone I

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:


UNDER STATIC MOVEMENT - www.myspace.com/understaticmovement

YOUNGER SYSTEM - www.myspace.com/youngersystem

BIAN.CO - www.myspace.com/biancoband

ELETTRA - http://www.myspace.com/elettraofficial



Assolutamente da non perdere; tanta musica e tanto divertimento solo per VOI!


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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WWW.ROCKPV.IT



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lunedì 3 maggio 2010

Recensione - CHRISTINE PLAYS VIOLA


CHRISTINE PLAYS VIOLA
Useless to See Beyond 2010 Provenienza: L’Aquila
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Autoprodotto



Tracklist:
1.
Admire a new Demis

2. The Parchment Sand
3. Four steps in your hole
4. Witch of Silence


Line Up:

Massimo: Voce

Fabry: Chitarra

Desio: Basso

Daniele: Batteria

Christine Plays Viola è una formazione dark-wave nata a Pratola, in Abruzzo, nel 2007.


Il loro EP, “Useless to see beyond”, riassume in sole 4 tracce le caratteristiche fondanti di questa band.


Il genere proposto dai quattro abruzzesi, ovvero la matrice più dark del più ampio e strutturato calderone New Wave, non è certo tra i più facili da presentare di questi tempi: un po’ perchè della wave anni ‘80 sono rimasti i cocci rotti (vedi ad esempio gli ultimi deludenti lavori dei Cure), un po’ perchè è una scelta musicale che poco o nulla ha a che fare con le tendenze mainstream (seppure attualmente anche band di successo come gli Editors stiano provando a far rivivere quelle sonorità).


Tuttavia la Wave rimane un genere musicale molto variegato, che consente di far convivere i più differenti slanci creativi (si pensi solo ad alcune categorie musicali da cui è composto: post-punk, goth, synth-pop, industrial) e di creare ancora oggi un progetto dalla buona sostanza sonora. I CPV dimostrano di riuscire a fare proprio questo: intendiamoci, non inventano nulla di propriamente nuovo, nondimeno riescono ad essere creativi rielaborando personalmente il territorio musicale nel quale si muovono con maestria.


Gli ingredienti principali sono le tonalità malinconiche, mai fini a sé stesse né esasperatamente fosche, ma sempre al servizio dell'intenzione comunicativa dei brani: i suoni si aprono a momenti di luce o si perdono in un’oscurità “romantica”, non necessariamente drammatica. Questo perenne chiaroscuro è il tratto principale della musica dei CPV.


L’EP si apre con Admire a new Demise, brano cupo dalla lunga introduzione (distorsioni sonore, accenni di percussioni, frammenti di voci sovrapposte, echi e riverberi) che prepara al cantato di Massimo, solenne e evocativo. La seconda traccia, The Parchment Sand, è la più vicina al sound dei Depeche Mode: melodica, dal ritornello accattivante, un eccellente gioco di luci e d’ombre.


Four steps in your hole, dal titolo grottescamente equivoco, è sofferta, dolcemente inquieta, col suo basso sincopato e le sue atmosfere che ricordano "Pornography" dei Cure. Chiude il disco Witch of Silence, probabilmente la traccia più bella e più completa: validissime le scelte ritmiche, un’ottima ricerca melodica, un pezzo che smuove gli animi dei nostalgici degli eighties.


Se dovessimo dare un consiglio ai CPV saremmo davvero in difficoltà, come accade quando ci si trova di fronte a band dall’elevatissimo livello tecnico-artistico: di certo la loro bravura merita un supporto sonoro migliore della registrazione artigianale di Useless to See Beyond, se non altro per godere meglio delle sovraincisioni, degli effetti riverberati e dell’evocatività della loro musica. Se registrato in studi professionali, l’EP trascinerebbe in una dimensione d’ascolto ancora più piena e profonda.



Esibizione live:

I CPV si sono esibiti al Birraio di Siviglia, nell’ambito della Thunder Rock League di Orquestra 6.


Sin dalle prime note sono stati in grado di creare una loro personalissima dimensione live: un’esibizione drammatica, nel senso migliore del termine, carica di tensioni emotive fortissime. Misurati nella glacialità delle loro maschere bianche, i CPV hanno sedotto l’audience come poche band sono riuscite a fare nel contest quest’anno. Questi 4 ragazzi abruzzesi sanno comunicare col pubblico pur rimanendo fermi (salvo qualche convulsione spasmodica da parte del chitarrista) nella loro algida impenetrabilità. Arriva anche il momento in cui ci si leva le maschere, si guarda in faccia il proprio pubblico, perchè il brano lo richiede, per onestà intellettuale, per umiltà.


Se della New Wave rimanevano solo i cocci rotti, i Christine Plays Viola sono molto bravi a ripararli.



Voto: 98/100


Voto live: 9


Leonardo Verzaro