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venerdì 26 marzo 2010

dopOrquestra6 - puntata 5

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.5 - Girone F

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:
Mandrake Root - Massa Carrara http://www.myspace.com/wearemandrakeroot


Assolutamente da non perdere; tanta musica e tanto divertimento solo per VOI!


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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domenica 21 marzo 2010

Recensione - JUST ADD MELODY


JUST ADD MELODY
Noisy Lullabies
2008
Provenienza: Genova
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Zerodieci



Tracklist:
1.
Carillon
2. In her gaze
3. Spineless
4. Red
5. Wakin’ Up



Line Up:

Silvia Criscenzo: Voce

Massimiliano Costacurta: Chitarra

Gregory Meini: Chitarra, cori

Ivano Masnata: Basso

Daniele Riotti: Batteria

L’indie-rock alternativo dei Just Add Melody da Genova ha certamente qualcosa di affascinante: è chiassoso e raffinato al contempo, gode di arrangiamenti freschi e ben articolati e trova il suo punto di forza nella buona tecnica dei musicisti e nella voce suadente e pulita di Silvia Criscenzo, molto brava a muoversi su registri vocali differenti.


La prima delle 5 “ninne nanne rumorose” è “Carillon” e proprio con questo suono si apre il secondo demo dei JAM, una rock-ballad in cui le chitarre costituiscono un ottimo tessuto sonoro, potente e dolce. “In her gaze”, il secondo brano, comincia con scrosci di pioggia, sotto i quali Silvia sussurra le prime note: la canzone spicca per la sua ricercatezza e, stilisticamente, potrebbe essere stata scritta e cantata da Siouxsie in persona (il timbro vocale di Silvia, infatti, la ricorda moltissimo).


“Spineless”, introdotta da un cigolio di porta e dalla risata sbarazzina della cantante, ha un ottimo attacco che ricorda i pezzi più grottescamente dark dei Cure, ma perde tutto il suo fascino quando si indirizza su sonorità pop-rock che forse snaturano l’idea originaria. In realtà lo stesso si può dire di “Red” (molto belli i riff di chitarra), ma il refrain è piuttosto banale e sa di già sentito (Lacuna Coil). Il pezzo di chiusura, “Wakin’Up”, ha qualcosa in più (Silvia dà il meglio dal punto di vista vocale) ma si distacca di poco dai due brani precedenti.


I Just Add Melody non si riflettono solo in questi 5 brani: il loro repertorio, è composto anche dalle 3 canzoni dell’ EP “Shall We Become Crazy?” (2007), che abbiamo avuto occasione di ascoltare dal vivo e che forse sono ancora più interessanti e originali rispetto a “Noisy Lullabies”, album un po’ troppo convenzionale per le potenzialità di questa band (“memento audere semper” consiglierebbero i latini).


Esibizione live:

Dal vivo i JAM hanno saputo aprire con grinta e personalità il Girone E di Orquestra 6 (Domenica 14 Marzo al Carlito’s Way): Silvia è un animaletto da palcoscenico. Autoironica, scatenata, sexy e tecnicamente ineccepibile, il suo appeal sul pubblico è qualcosa a cui difficilmente si può resistere. Tutto ciò servirebbe a poco se i suoi compagni suonassero male e non è certo il loro caso: l’esibizione ha messo in luce una grande padronanza tecnica, precisione e cura per i suoni, energia da vendere.


Voto: 78/100


Voto live: 8,5


Leonardo Verzaro

sabato 20 marzo 2010

DOPORQUESTRA - IL TORMENTONE

Dopo il successo scaturito dal Dop-Orquestra, va di scena il tormentone che ha segnato l'ultima puntata, e che sarà il tormentone ufficiale dell'intero ORQUESTRA 6!


...PERCHE' CHI E' SENZA PECCATO...

...GIATTI IL SESSO!!!

La Redazione



venerdì 19 marzo 2010

dopORQUESTRA - puntata 4

"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.4 - Girone E

TERZA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale, ed Elena Vibi, coordinatrice dello staff di Orquestra.

In questa puntata:
Just Add Melody - Genova http://www.myspace.com/justaddmelody
Senso Inverso - Milano http://www.myspace.com/sensoinverso
Mercuryo Cromo - Bergamo http://www.myspace.com/mercuryocromo


Assolutamente da non perdere; tanta musica e tanto divertimento: "un binomio molto facile", solo per VOI.


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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mercoledì 17 marzo 2010

Report - GIRONE D


ORQUESTRA 6
Thunder Rock League

GIRONE C
7 Marzo 2010

BAND IN GARA:
The End (PV)
Paradiso Degli Orchi (BS)
Akronimia (AL)
Belfast (BG)


In questa nuova domenicainvernale, ritorna per la quarta volta, Orquestra6, l'Alternative Rock Contest nominato il migliore d'Italia, con le proprie band indipendenti che infiammano queste fredde notti.

L'ormai consueta premessa della serata va alla voce fuori campo più invasiva d'Italia; quella del patron dell'Associazione Culturale ed Etichetta Discografica Indipendente Orquestra, Fabiano Moda, che da il via alle danze presentando così l'orrendo ibrido di presentatori, quali Leonardo Verzaro, altresì voce di Radio Popolare, e Alberto Zeffiro, storico volto musicale pavese.

Dopo il classico rito del sorteggione, la sorte propone per l'ennesima volta, la quarta consecutiva dall'inizio del contest, un ordine di esibizione che propone le band pià distanti, affrontare per prime la folla del Birraio di Siviglia, e questa volta, oltretutto, viene proposto un ordine veramente particolare: troviamo infatti un derby molto acceso, il primo di questa edizione del Festival, una sfida Brescia/Bergamo, rappresentati da "Il Paradiso Degli Orchi" e "Belfast", che ha il sapore di una grande sfida; a seguire Akronimia, e a chiudere, i The End.

La serata inizia, come nel girone precedente, con l'ansia dell'errore tecnico, che vede protagonista ancora una volta, come già successo in passato con As Likely As Not e Ironix, la strumentazione. Dopo pochi minuti, questa volta conteggiati dal cronomentro presente in giuria, la prova de "Il Paradiso Degli Orchi". Questa prima band offre al pubblico una prestazione veramente ad alti livelli, sia dal punto vista tecnico che compositivo, offrendo dimostrazione di una grandissima abilità tecnica, una grandissima coscienza compositiva, lasciando intuire al pubblico presente in sala, su che toni si mette la serata. La band bresciana offre un repertorio abbastanza eterogeneo, proponendo elementi del pop/rock (il brano "Margherita" ne è esempio), alternativo e a volte anche psichedelico, con una menzione speciale per il secondo brano proposto "My Sofa", sicuramente il brano più significativo della band, e il brano che ha suscitato più entusiasmo nella giuria tecnica dall'inizio del contest ad ora.

Seconda band in gara, a delineare ancora di più il livello il livello veramente alto di questo girone sono i Belfast, band proveniente da Bergamo, che però propone un repertorio molto "made in England", che riesce a toccare tutte le sfaccettature del pop/rock britannico, dalle atmosfere oniriche di Coldplay, Keane (con l'aggiunta delle chitarre) e Mogwai, a ritmi più serrati e atmosfere più "tese" dei Muse. I Belfast, nonostante non abbiano evidenziato durante la prova, un'eccelsa propensione alla "sorpresa" (elemento portato da una struttura ben delineata dei brani, che però caratterizza ogni pezzo presente in scaletta), hanno saputo dimostrare il loro valore, portando in scena un repertorio in cui non è spiccata la loro abilità tecnica, ma una grande precisione ritmica e dei suoni veramente chiari, a cui sono da aggiungere canzoni sicuramente già ascoltate, ma di indiscusso valore artistico.

Terza band di scena sul palco del Birraio di Siviglia, sono gli Akronimia, band proveniente dalla provincia di Alessandria. Gli Akronimia possiamo sicuramente definirli la seconda band tipicamente di matrice pop fin qui incontrata in concorso, dopo i Marilunari (MI). Certamente la band più "anziana" in gara, che però ha saputo giocare bene, per quanto riguarda il giudizio della giuria, il ruolo di Outsider di questo girone. La band alessandrina ha il suo punto forte nella voce chiara e delicata di Elisa, che ha ricordato molto in certi frangenti Anna Oxa nelle movenze e nell'espressività, punto a favore che purtroppo, nonostante un'indiscussa capacità tecnica, non riesce a trovare la sua massima espressione nel resto della band, penalizzata da suoni poco chiari, con un'effettistica riguardante soprattutto la sezione chitarre, da migliorare molto.

Ultima band ad esibirsi in questa quarta domenica di contest sono i The End, band "di casa" proveniente dalla vicina Voghera. I The End propongono un pop/rock classico senza pretese o alchimie particolari, ottimamente proposto ed eseguito. I The End dimostrano sul palco un grande affiatamento, riuscendo a coinvolgersi e a far coinvolgere il pubblico, creando una singeria particolare che ha permesso a questa band di dare quel "tocco in più" alla propria esibizione.

I The End, a sottolineare ancora più nettamente il grado di coinvolgimento che hanno saputo creare in sala, hanno saputo conquistare il record assoluto di voti aggiudicatisi dal pubblico, totalizzando ben 123 punti, somma che ha fatto in modo, insieme all'algoritmo speciale ideato dall'organizzazione e spiegato dal regolamento ufficiale del concorso, in cui i voti di giuria e pubblico vengono miscelati per decretare il vincitore, di sbaragliare la concorrenza, e aggiudicarsi la vittoria finale, e ipotecando un posto al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza nel Novembre 2010.

Seconda band classificata i bresciani "Il Paradiso Degli Orchi", a discapito di "Belfast" e "Akronimia".

Particolarità di questo girone è stato sicuramente il grado di preparazione delle band in gara, e la qualità tecnica e compositiva espressa, in particolare da Belfast e Paradiso Degli Orchi su tutti, ma nonostante un verdetto segnato dal voto popolare, possiamo ammettere che è stata comunque una vittoria che può non essere condivisa da tutti, ma certamente meritata.

Simone Caffi

Recensione - IRONIX



IRONIX
Ironix
2003
Provenienza: Pavia
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Autoprodotto



Tracklist:
1. Wings
2. Why do you live
3. Red dancing shoes
4. Abortion

Line Up:
Alessandro Cattaneo – Voce, chitarra
Marta Bordoni – Basso
Serena D’Alpaos – Batteria



Gli Ironix sono una grunge band pavese, nata nel 2002 come cover band da una passione che accomunava tutti e tre i componenti. I ragazzi hanno poi deciso di cimentarsi nella composizione di pezzi propri.

Tra i tanti live si sono esibiti in vari locali, feste della birra, dell’unità e inoltre all’UMF (University Music Festival) di Pavia, con i vicini di casa Noiseful Bastards e alla Festa di Primavera 2009 di Mezzana Corti insieme a numerose band locali..

I quattro brani che ci presentano sono caratterizzati da una ruvidezza sonora che ricorda i primi Nirvana di Bleach.

Il timbro di voce è a volte deciso e incisivo, come in “Wings” (oltretutto candidata come miglior testo), a volte più pacato e malinconico.

Domina inoltre la batteria, potente E squadrata, e gli insistenti riff di chitarra.

Il confronto con band anni ’90 del calibro di Nirvana e Alice in Chains è inevitabile e per loro probabilmente è anche un complimento.

L’affiatamento della band è notevole, così come la loro voglia di mettersi in gioco e di non arrendersi mai, anzi di continuare per la loro strada nonostante le critiche.

Ebbene sì, le critiche ci sono soprattutto perché molta gente pensa che il grunge sia ormai morto, che sia stato solo una corrente passeggera degli anni ’90.

Invece no, il grunge è vivo più che mai e gli Ironix ne sono una delle più evidenti dimostrazioni.

È vero, non brillano per originalità ma è anche vero che, oltre alle cover band, non ci sono molte band di questo genere che fanno pezzi propri e per gli amanti del genere non possono che essere una benedizione.

Esibizione Live:
Gli Ironix si sono esibiti in occasione del girone C di Orquestra 6 al Carlito’s Way, classificandosi quarti per la giuria.


Voto: 65/100
Voto Live: 6

Alessandra Maggi

sabato 13 marzo 2010

DOP-ORQUESTRA - PUNTATA 3 - GIRONE D


DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.3 - Girone D


Orquestra 6 - Thunder Rock League, vi da appuntamento, oltre che sulle pagine di RockPV.it, anche nel primo salotto della musica indipendente, per un momento "giù dal palco" che non ha precedenti.

Per la prima volta Orquestra 6 - Alternative Rock Contest, premiato come Miglior Festival Indipendente Italiano 2009, l'Associazione Culturale Orquestra e la redazione musicale di RockPV vi danno appuntamento al primo
TALK SHOW sulla vostra musica e sulla musica del contest Orquestra 6 - Alternative Rock Contest - Thunder Rock League.

Nel video che segue potrete assistere alla TERZA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Simone Giorgi, vicepresidente e redattore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale, e Marco Gallo, Booking Manager direttamente da Orquestra.

In questa puntata:
IL PARADISO degli ORCHI - Brescia
BELFAST - Bergamo
AKRONIMIA - Alessandria
THE END - Pavia

Assolutamente da non perdere: tanta musica e tanto divertimento "non con la luna ma con il sole", solo per VOI.


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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Recensione - IL PARADISO DEGLI ORCHI


IL PARADISO DEGLI ORCHI
Il paradiso degli orchi
2009
Provenienza: Brescia
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Noise Studio


Tracklist:
1. Intro
2. Where is the light?
3. Margherita
4. My damned Mind
5. Remember
6. Panic Station


Line Up:
Sambrici Michele - Voce, chitarra
Marco Degiacomi - Batteria, voce
Andrea Corti - Basso
Iran Fertonani - Percussioni

Il Paradiso degli Orchi è una band proveniente da Brescia e attiva dalla primavera del 2007, che ci presenta un demo autoprodotto (e rimasterizzato nell'ottobre 2009) di sei tracce.

La qualità globale del lavoro è da definirsi buona, sia per la qualità sonora che per la tecnica di esecuzione.

Le sei tracce proposte nel disco possono definirsi "pop" nella migliore accezione possibile: alle ottime melodie (un plauso particolare all'intreccio sempre ben congegnato delle due voci) si affiancano arrangiamenti sempre azzeccati.

Le note positive del disco non si esauriscono qui: il demo non solo manifesta un ottimo lato pop ma attinge anche nell'indie rock e nella concezione di alternative di matrice Radiohead, producendosi non in sterili canzonette melodiche ma in opere dalla struttura più complessa
(un esempio su tutti i cambi di tempo ossessivamente belli di Panic Station)

Da citare anche la scelta particolare dell'intro: non un intro strumentale, ma all'opposto un brano parlato in italiano (a differenza di tutti gli altri brani, cantati in inglese) che ha proprio il compito di presentare la band e trascinare l'ascoltatore nel paradiso degli orchi.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un lavoro dalla buona fruibilità e dall'eccelsa qualità del gruppo, un progetto che comprende la sterilità musicale dei nostri tempi e cerca di portare anche sonorità pop/indie/rock ad un livello compositivo più elevato.

Esibizione live:
Il paradiso degli orchi si è esibito al Birraio di Siviglia in occasione del girone D dell'alternative rock contest di Orquestra Domenica 7 Marzo. La band si è dimostrata ottima anche in sede live portando alle orecchie del pubblico un suono molto compatto e ben studiato, risultando come la maggior parte delle band valide meglio dal vivo che su disco. Il paradiso degli orchi ha raggiunto il secondo posto della classifica globale, ma guadagnandosi un giudizio ottimo da parte della giuria tecnica.

Voto: 87/100
Voto Live: 9

Simone Giorgi

Recensione - BELFAST


BELFAST
H
2009
Provenienza: Bergamo
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Cifra Studio

Tracklist:
1. Never Wild
2. Spleen
3. Leaves have fallen
4. Down Below
5. Long Kesh
6. Belfast
7. Lubim Ta

Line Up:
Paolo Ghidini: Voce, Chitarra
Stefano Maffeis:Basso
Paolo Nava:Piano, synth, theremin
Herman Cavariani: Batteria e percussioni

I Belfast da Bergamo nascono nel 2007 dalla loro comune passione per il brit-rock.

Passione che traspare subito dalle note del loro disco omonimo, un concentrato di pop-rock all'inglese dalle atmosfere sognanti e rarefatte.


Belfast è un progetto che muove i suoi passi dall'indie-rock dei Killers,passando per i Coldplay, approdando a melodie in stile Athlete e ad arrangiamenti che ricordano molto quelli dei Mogwai.

Entriamo nello specifico di questo bel demo d'esordio: la prima traccia, "Never Wild", ha un tono molto lirico, si appoggia ad una melodia travolgente, che si apre a bagliori di luce nel refrain; un ottimo biglietto da visita per aprire l'album.


"Spleen" è invece un pezzo più canonico e ritmato, cantato magistralmente da Paolo Ghidini, la cui voce è in generale versatile e completamente a suo agio con vocalizzi impervii e falsetti.

Il terzo brano, "Leaves have fallen", ha un impianto più rockeggiante (soprattutto nell'utilizzo delle chitarre), ma non si perde mai di vista il gusto per melodie romantiche e squisitamente pop; la coda del pezzo è davvero emozionante.

"Down Below", con introduzione di piano, sorprende per la sezione ritmica che lavora su tempi composti, per poi divenire più regolare nel ritornello forse poco efficace se confrontato al resto del brano.

Atmosfere meno solari in "Long Kesh", brano che ricorda inizialmente i Radiohead, per poi aprirsi ad un ritornello dal sapore quasi grunge; nel finale la voce dialoga con la batteria, in un alterco che risolve lì dove la chitarra aveva cominciato.

"Belfast", vera e propria dichiarazione programmatica della band, è un sunto della loro modalità espressiva; la batteria lavora quasi unicamente su tom e timpano, il basso è avvolgente, le corde della chitarra sono sfiorate dolcemente, i synth e le tastiere arricchiscono la coda strumentale, dandole sostanza.

"Lubim Ta" chiude il disco con una tenera lettera d'amore in musica, a metà tra Kings of Convenience e Bright Eyes; semplice, minimale (chitarra, voce, qualche nota di pianoforte) e proprio per questo bellissima.

Un ottimo esordio quindi, piacevole all'ascolto, senza troppe pretese; ascoltando i Belfast si ha una sensazione di genuinità, di sincerità d'espressione, di leggerezza (l'album è inoltre tecnicamente ben registrato e non si percepiscono sbavature di sorta).

Una breve menzione merita infine l'artwork della demo, realizzato da Perro Creatures e che si avvale di disegni e collages in stile anni '50, con testi scritti a mano e una cover sleeve che presenta la H del titolo disegnata su una lavagna nera; originale e del tutto in linea con le atmosfere della band.

Esibizione live:
I Belfast hanno suonato Domenica 7 Marzo al Birraio di Siviglia, Girone D della Thunder Rock League di Orquestra.

Un'esibizione di alto contenuto, che ha colpito molto la giuria e il pubblico con le suggestioni emotive che la band riesce perfettamente a trasmettere.



Voto: 88/100
Voto live: 8

Leonardo Verzaro

sabato 6 marzo 2010

Recensione - KNOCK OUT


KNOCKOUT
For M.E.I.
2009
Provenienza: Modena
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Slide studio/Autoprodotto




Tracklist:
1. Intro
2. Never Said
3. Not Now
4. Imagine My Way
5. Word Up (Cameo's Cover)
6. Drinkin' Love
7. Fly Away
8. My Friend
9. Get Out!
10. Not Now (Unplugged)

Line Up:
Lakmal Dinayadura – voce
Marco Monari – chitarra
Simone Bettuzzi - basso
Nicolò Garagnani - batteria



Il suono di onde e una grancassa aprono il disco proposto al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza 2009 dai Knockout, band modenese ispirata al rock anni '90 stile Areosmith e Guns & Roses. La band si propone (come dalla biografia su Myspace) di rielaborare questo genere in chiave moderna per riportare il pubblico alle atmosfere di ormai quindici anni fa. Il tentativo è riuscito solo in piccola parte.

Già dalle prime note di Never Said la sensazione di essere negli U.S.A. della presidenza Clinton è forte. Lak (come è soprannominato il cantante) tira subito fuori una voce potente e precisa, acuta ma non sguaiata. Le atmosfere si rilassano quindi con Imagine My Way, ballata emozionata, ma non troppo particolare, nella quale la chitarra di "Monna" esplode nel finale tra suoni tipici di chitarristi come Joe Perry.

Drinkin' Love segue la cover Word Up e parte con un reverbero quasi fastidioso che accompagna sia batteria che voce, anche durante il ritornello caratterizzato da archi e cori, che abbelliscono notevolmente il pezzo, altrimenti veramente poco originale.

FLy Away e My Friend non innalzano sicuramente il livello di originalità: i due pezzi sono l'apoteosi dell'hard rock di fine anni '80.

Chiude il disco Get Out, ballata acustica accompagnata da una chitarra dalle sfumature blues veramente azzeccate, che devia in un rock piacevole e forse un po' più personale delle altre tracce.

Ci troviamo di fronte ad un disco registrato in maniera quasi impeccabile, sia per i suoni che per la tecnica di esecuzione dei quattro ragazzi.
Eppure è evidente che, nonostante ci sia il tentativo di modernizzare il genere rock anni '90, i pezzi sono ancora troppo ancorati a licks ed espedienti che non fanno altro che rendere le canzoni una copia sbiadita (ma assolutamente ben eseguita) dei capolavori che tanto hanno ispirato il gruppo.

Esibizione Live: Appurata la bravura dei ragazzi in studio, i Knockout sanno il fatto loro anche sul palco, come hanno dimostrato nel girone C della Thunder Rock League tenutosi al Carlito's Way di Retorbido il 28 Febbraio: il grande carisma di Dinayadura si è fatto sentire e tutti i presenti hanno apprezzato le doti tecniche di questa band.
Ancora una volta il genere e i pezzi eseguiti hanno penalizzato i modenesi, che sono arrivati al terzo posto per la giuria.


Voto: 72/100

Voto Live: 8

Alessandro Favale

DOP-ORQUESTRA - PUNTATA 2 - GIRONE C




DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n. 2 - Girone C


Orquestra 6 - Thunder Rock League,
vi da appuntamento, oltre che sulle pagine di RockPV.it, anche nel primo salotto della musica indipendente, per un momento "giù dal palco" che non ha precedenti.

Per la prima volta Orquestra 6 - Alternative Rock Contest, premiato come Miglior Festival Indipendente Italiano 2009, l'Associazione Culturale Orquestra e la redazione musicale di RockPV vi danno appuntamento al primo
TALK SHOW sulla vostra musica e sulla musica del contest Orquestra 6 - Alternative Rock Contest - Thunder Rock League.

Nel video che segue potrete assistere alla SECONDA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Simone Giorgi, vicepresidente e redattore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filosofo musicale, e Marco Gallo, Booking Manager direttamente da Orquestra.

In questa puntata:
AS LIKELY AS NOT - Sondrio
KNOCK OUT - Modena
IRONIX - Pavia
GRIEVER - Pavia

Assolutamente da non perdere: tanta musica, tanto divertimento e tanto "sale & pepe", solo per VOI.


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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venerdì 5 marzo 2010

REPORT - ORQUESTRA 6 - GIRONE C


ORQUESTRA 6
Thunder Rock League


GIRONE C
28 Febbraio 2010


BAND IN GARA:
Ironix (PV)
Griever (PV)
Knock Out (MO)
As Likely As Not (SO)

Terza serata della Thunder Rock League, che per il sesto anno infiamma i palchi dell'intera provincia di Pavia.

Come già preannunciato nei precedenti appuntamenti con il report ufficiale del contest, ci si aspettavano numerose novità nei gironi a venire, e così è stato; tanta musica da raccontare, tante storie Rock'n'Roll sulle quali discutere, e tante polemiche alimentate ancora in cerca di risposte e spiegazioni.

Sicuramente il Girone C dell'Alternative Rock Contest d'Italia rimarrà impresso a lungo come il "girone dei cattivi", nel quale principalmente la giuria tecnica ha avuto molte occasioni per potersi confrontare e per poter dare giudizi inflessibili sulle prove degli artisti in gara.

Si parte in un clima già surriscaldato a causa, a parte della temperatura caraibica presente nel locale, del ritardo con cui la voce fuori campo del "Gialappa" Fabiano Moda, scandisce i primi momenti della serata.

Dopo la presentazione dei due "mattatori" simbolo delle serate di Orquestra6, si parte con il sorteggio dell'ordine di esibizione delle band in gara, che, per l'ennesima volta, vede tra le prime due band ad aprire la sfida, le due band che arrivano da più lontano: As Likely As Not, band Metal-core da Sondrio, e Knock-Out, band Pop/Rock da Modena, giunti sino a qui grazie alla collaborazione storica tra l'Associazione Culturale Orquestra, e la (ex) Associazione modenese affiliata ARCI, Solorobanostra; a seguire, Ironix, band Grunge da Pavia, e Griever, band di casa, anch'essa proveniente dalla provincia pavese, precisamente da Voghera.

Band di apertura di questo nuovo girone, sono gli As Likely As Not, band Metal-Core proveniente da Sondrio. Nonostante i problemi tecnici che fanno presagire un inizio in salita per la band valtellinese, causa un cambio di microfono, i quattro metallari si dimostrano all'altezza della situazione, gestendo il guasto durante l'esibizione con la freddezza e con la calma che solo una band con comprovata esperienza riesce a mantenere; degno di nota soprattutto il cantante, che nonostante i continui vai/vieni della propria voce a causa del microfono guasto, è riuscito a mantenere una linea vocale "pulita" (considerando il genere musicale) e precisa.

Seconda band in concorso a presentare il proprio repertorio sono i Knock Out, direttamente da Modena, giunti sino al palco di Orquestra6 grazie alla collaborazione tra l'Associazione Culturale pavese e l'Associazione modenese Solorobanostra. Il quartetto emiliano mostra sin da subito una forte attitudine al palco, dimostrando una grande sicurezza dei propri mezzi; sicurezza che viene rappresentata nel modo più esemplare dal proprio cantante, forte del suo carisma e della sua voce potente e precisa. La band porta in scena un repertorio tipicamente pop/rock, che sfocia nell "classica" e fin troppo prevedibile ballatona, propria di un clichè che sembra aver stabilito come una regola ufficiale, la presenza in scaletta di un brano puramente melodico. La presentazione da parte dei Knock Out di questa ballata è riuscita in qualche modo a condizionare l'attenzione del pubblico ed i giudizi della giuria tecnica, che si sono trovati di fronte ad un taglio drastico dei ritmi del concerto, prima alti e serrati, che vedevano protagonisti una band in grande forma, con il proprio frontman sotto il palco a cantare con la folla e (quasi) con la giuria, poi melodici e smielati, neanche lontanamente parenti dei pezzi vissuti fin'ora, e a dirla tutta, neanche di "alta caratura"; insomma, un taglio drastico di atmosfera che ha giocato a sfavore dei quattro rockers modenesi.

L'intermezzo della serata è formato dall'ormai consueto "caso Solorobanostra", e della chiusura di questa associazione che ha fatto della musica indipendente il suo Credo, e che non ha saputo trovare nelle band che inizialmente sembravano interessate al loro lavoro, quella spinta che sarebbe stata decisiva per dare finalmente una svolta all'ambiente musicale indipendente. Ospite della serata, nonchè presidente di giuria d'eccezione, Patrick Puddu, uno dei Patron dell'Associazione affiliata ARCI di Modena, al quale è stata consegnata una targa commemorativa da parte di Orquestra, per ringraziare simbolicamente lui, e tutto lo staff che ha collaborato con Solorobanostra in questi anni per permettere a tante band indipendenti di poter suonare dal vivo, e per aver scosso e incoraggiato i locali a "fidarsi" e a dare spazio ai gruppi originali. Purtroppo tante associazioni culturali, tra le quali Orquestra, si trovano a lottare con situazioni simili (vi invito a leggere il comunicato stampa di solorobanostra sul loro account di Facebook o sul loro Myspace), e solamente con la COOPERAZIONE tra realtà indipendenti, si può provare a trovare la strada per fare delle proprie aspirazioni, un terreno fertile.

Questo intermezzo rappresenta, per l'economia della serata, un "punto di rottura" netto tra ciò che è stato, e ciò che sarà.

Penultima band a calcare il palco del Carlito's Way, provenienti da Pavia, sono gli Ironix, anagramma (improbabile) di Nirvana. L'esibizione degli Ironix parte nel peggiore dei modi, creando sin da subito un distaccamento netto tra loro, pubblico, e giuria; protagonista un radicale calo di attenzione accentrato sul palco a causa di importanti minuti spesi per l'accordatura degli strumenti: due chitarre e due bassi, che comprendevano un cambio strumento a metà esibizione. La scaletta del terzetto pavese propone un repertorio monotematico, che si sviluppa sulla linea del basso profilo, che non presenta cambi nè di ritmi nè di tonalità, sia per quanto riguarda il punto di vista vocale, preciso ma senza personalità, sia dal punto di vista ritmico e sonoro, complice anche un'abilità tecnica, soprattutto riguardante la batteria, ancora distante dalla sufficienza; così come una presenza quasi "svogliata" sul palco, incapace di affiatare il pubblico e di dare energia. Sicuramente la band pavese ha fatto di sè il lato "peggiore" dei Nirvana, comunicando la parte "depressa" del Grunge; certo è, che ci vuole ben altro per riuscire a raggiungere livelli qualitativi adeguati in un contesto di NON-COVER band.

Nella tarda serata Oltrepadana di Orquestra 6, in quel del Carlito's Way, va di scena l'ultima band in gara: i Griever, anch'essi provenienti da Pavia. L'esibizione dei Griever viene prospettata sotto una luce particolare, con una band chiamata ad eliminare il gap creatosi nei confronti delle prime due band, ed una giuria desiderosa di sentire qualcosa finalmente di nuovo; cosa che i Griever, fieri del loro modo di definirsi post-rock senza fronzoli, prevedono di fare. In realtà ci troviamo ad assistere ad un'esibizione mediocre, non particolarmente degna di nota, a partire dalla sezione ritmica, con la presenza, ancora una volta, di una batteria spesso e volentieri fuori tempo; disagio che si è poi riflesso a catena sul resto della band. Certamente un'esibizione sotto gli standard del "buon gusto" musicale, incoraggiata e sorretta solamente dalla partecipazione di un folto gruppo di sotenitori, ma siamo fiduciosi che, grazie alla giovane età di questa band, venga seguito un intenso lavoro innanzitutto tecnico, e solo successivamente, contrariamente ad oggi, di puro divertimento sui pedalini.

La serata si è conclusa con la proclamazione della band vincitrice, gli AS LIKELY AS NOT, da Sondrio, che insieme a MARILUNARI da Milano e BREAK POINT da Pavia, avrà l'accesso diretto alle semifinali di Maggio, alle quali verranno abbinate anche le due band che giungeranno alle semifinali tramite la "wild card", che conquisteranno le due band che realizzeranno più voti da parte del pubblico.

Arrivederci alla prossima serata ufficiale con Orquestra 6 - Thunder Rock League; Domenica 7 Marzo, Birraio di Siviglia, Bressana Bottarone (PV), alla prossima puntata del TV-SHOW "DOP-ORQUESTRA", ed alla prossima edizione del report settimanale dedicato ad Orquestra6, solo sulle pagine di WWW.ROCKPV.IT

Simone Caffi

giovedì 4 marzo 2010

dopORQUESTRA - puntata 1



DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n. 1 - Girone A & B




Orquestra 6 - Thunder Rock League, vi da appuntamento, oltre che sulle pagine di RockPV.it, anche nel primo salotto della musica indipendente, per un momento "giù dal palco", che non ha precedenti.

Per la prima volta Orquestra 6 Alternative Rock Contest, premiato come Miglior Festival Indipendente Italiano 2009, l'Associazione Culturale Orquestra, la redazione musicale di RockPV, vi danno appuntamento al primo
TALK SHOW sulla vostra musica, e sulla musica del contest Orquestra 6 - Alternative Rock Contest - Thunder Rock League.

Al link seguente potrete assistere alla PRIMA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE. Presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare, e ospiti in studio Simone Caffi, direttore di RockPV, Simone Giorgi, vicepresidente e redattore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filosofo musicale, e Marco Gallo, Booking Manager direttamente da Orquestra.


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

Solo su

WWW.ROCKPV.IT





martedì 2 marzo 2010

REPORT - ORQUESTRA 6 - GIRONE B


ORQUESTRA 6
Thunder Rock League

GIRONE B
21 Febbraio 2010


BAND IN GARA:
Break Point (PV)
T.I.T. (VA)
Roverheart (PC)
DuraNoia (PV)

Dopo l'emozione e l'attesa per la tanto aspettata "sesta prima volta", e dopo il successo che essa ha riscosso, ritorna il festival indipendente dell'anno con il Girone B, una settimana dopo, ed in un nuovo locale, che fa della musica indipendente, la ricetta principale della sua popolarità nel territorio pavese: il Birraio di Siviglia.

Avviati verso il palco dall'immancabile voce fuori campo di Fabiano Moda, presidente e fondatore dell'Associazione Culturale in questione, e assistiti dalla cabina di regia da Federico "Chicco" Provini, anch'esso membro fondatore del brand Orquestra, ecco arrivare la nuova coppia di conduttori (in)stabili di questo contest: Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare, ed Alberto "Grinch" Zeffiro, anima ironico/filosofico/popolare della musica pavese. Si parte subito da un momento importantissimo per la logica del girone: il sorteggio dell'ordine di apparizione delle band, che in questo girone, il caso presenta l'ordine di provenienza delle band: T.I.T. (Varese), Roverheart (Piacenza), DuraNoia (Pavia), Break Point (Pavia).

La serata parte sotto le migliori aspettative, con una presenza di pubblico molto folta, accompagnata nel locale dalla novità che le nuove location e dal nuovo show ideato rappresentano, e dal livello della musica indipendente proposta, che per questa sesta edizione, si presenta molto alto, e soprattutto, con una spaccatura generazionale evidente; si passa infatti da band molto esperte, che da anni calcano palchi (vedi MARILUNARI, vincitori del Girone A, e T.I.T., presenti nel girone B), e band estremamente giovani, artisticamente e anagraficamente parlando, che muovono ora i primi passi, ma che hanno molto da dire (vedi Break Point e Roverheart, che si esibiranno in questa seconda serata).

Prima band ad inaugurare Orquestra6 sul palco del Birraio di Siviglia, che insieme al Carlito's Way rappresenta una delle due new entry della musica live ad alto livello nella provincia di Pavia, che hanno l'arduo compito di portare il testimone passato loro dallo storico Thunder Road; sono i T.I.T., acronimo oggetto di tanti dubbi e studi durante la selezione, durante la presentazione in diretta tv web del calendario ufficiale, e durante la settimana precedente l'esibizione; che si verrà poi a scoprire essere "Tapparelle In Tiro": acronimo portato da un simpatico espediente per accedere alla propria sala prove. L'esibizione della band di Varese fa subito capire che, se il livello della serata si dovesse mantenere su questi livelli, ci sarà da divertirsi. I T.I.T. propongono un repertorio eterogeneo, che spazia principalmente tra due grandi filoni: il rock melodico di matrice italiana, e il progressive; elementi che risulteranno essere una lama a doppio taglio nelle decisioni finali della giuria, che è stata impressionata dall'abilità tecnica dei propri componenti e dalla capacità di esprimere la propria musica sapendo "tenere il palco" ottimamente; ma che è stata spiazzata da una scelta melodica, per quanto riguarda la linea vocale, a volte troppo scontata, e da una divagazione forse eccessiva tra i due generi portanti.

Seconda band a salire sul palco per proporre la propria arte indipendente sono i Roverheart, direttamente da Piacenza. Questi giovanissimi ragazzi, che portano sulle spalle il "peso" dei loro 17 anni, propongono un rock'n'roll molto energico e maturo, figlio dei grandi classici del rock quali Led Zeppelin e Deep Purple su tutti, anche grazie all'uso molto arricchito dell'Hammond, ed uno studio approfondito della tecnica strumentale per poter proporre questo stile. Inizialmente un pò confusi dal punto di vista sonoro, sono riusciti a trovare la strada giusta per raddrizzare il loro parere verso la giuria tecnica, assolutamente entusiasta della coscienza tecnica e compositiva che la band ha espresso, della qualità della musica e dei testi ottenuti, e dello spettacolo proposto, con vestiti vintage dell'epoca, e con carisma e una passione naturale espressa al meglio sul palco. Veramente ottimi, e se consideriamo la loro età, c'è solo da aspettarsi una grandissima band per il futuro, dati margini di miglioramento veramente ampissimi.

Terza band a calcare la scena sono i Duranoia, terzetto proveniente dalla provincia di Pavia. I Duranoia rappresentano nel corso della serata una spaccatura completa rispetto a ciò che si è visto nelle esibizioni precedenti. Con il loro Alternative Rock, tipico della scena underground italiana di metà/fine anni '90, riconducibile principalmente ai Verdena, fatto da giochi di feedback, pedalini, e suoni ruvidi, fanno un po' fatica a trovare la giusta collocazione all'interno della serata; sembrano infatti metterci un po' di tempo pubblico e giuria, ad adattarsi a questo cambio radicale di atmosfera e sensazioni; melodiche e passionali prima, euforiche ed energiche poi, rispettivamente con T.I.T. e Roverheart. Il terzetto lomellino ha comunque dimostrato di essere assolutamente all'altezza dell'altissimo livello del girone proposto.

Quarta ed ultima band alla quale la sorte ha deciso di riservare il palco questa sera, sono i Break Point, che insieme ai Roverheart, costituiscono le band più giovani dell'intero contest. Il quartetto pavese, diventato tale da poco con l'inserimento della new entry Paolo Somenzini alle percussioni, dipinge per l'ennesima volta un'altro stacco, questa volta più lieve, nelle atmosfere e nei ritmi della serata, navigando su onde più tranquille, e permettendo a sprazzi all'ascoltatore di sognare in lampi di melodia riuscitissimi, proponendo la scaletta del loro album "Demodè", un intreccio di indie e post-rock, dal mio punto di vista uno dei migliori album pavesi del 2009, insieme al capolavoro "Low" dei vogheresi Musashiden. Unica pecca, che ha permesso ai giudici di rivedere le proprie votazioni, è un uso della voce ancora troppo approssimativo e sottovalutato, e sicuramente da migliorare, ma data anche per loro la giovane età, sarà una pecca che certamente verrà colmata con un adeguato studio, per rendere ancora migliore e definitivo il proprio lavoro.

Durante il corso della serata, abbiamo potuto assistere anche a sprazzi di spettacolo, con protagonisti, su tutti, la lettera/denuncia dell'Associazione affiliata ARCI, Solorobanostra, di Modena, che purtroppo chiude i battenti, a causa della mancanza di appoggio da parte delle band che (avrebbero dovuto) appoggiare il progetto. Purtroppo questa è una condizione che molte Associazioni di questo tipo passano, ma tutte le volte si spera che questo "malessere" (che si è generato oltretutto da un "malessere", ossia la mancanza di spazi per la musica indipendente), venga soppresso tramite la collaborazione tra le band e i musicisti interessati.

Prima della comunicazione dei voti finali, è stato emesso un verdetto dettato dagli astri, da una rivelazione divina auspicata dal cielo, e da un pendolino, che ha previsto la band vincitrice del girone successivo, il Girone C, che si terrà Domenica 27 Febbraio al Carlito's Way, al quale parteciperanno: As Likely As Not da Sondrio, che sono stati predetti come vincitori del girone, Grievers da Pavia, Ironix da Pavia, e Knock Out da Modena.

La serata si è conclusa con la vittoria finale dei Break Point, che andranno direttamente in semifinale a Maggio, seguiti a ruota da Roverheart, staccati di pochissimi voti, T.I.T., e Duranoia.

Concludendo, fa pensare il fatto che nel girone A abbiamo assistito ad un girone non di grandissima qualità, ma molto equilibrato, nel quale ha trionfato l'esperienza dei Marilunari; mentre questa sera si è presentato un girone di assoluta qualità, nel quale i primi due posti sono occupati dalle band più giovani dell'intera rassegna, e la band più esperta ha occupato la terza posizione.

Un segnale di risveglio da parte delle nuove generazioni?


Simone Caffi