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giovedì 6 maggio 2010

dopORQUESTRA6 - puntata 8

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.8 - Girone I

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:


UNDER STATIC MOVEMENT - www.myspace.com/understaticmovement

YOUNGER SYSTEM - www.myspace.com/youngersystem

BIAN.CO - www.myspace.com/biancoband

ELETTRA - http://www.myspace.com/elettraofficial



Assolutamente da non perdere; tanta musica e tanto divertimento solo per VOI!


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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lunedì 3 maggio 2010

Recensione - CHRISTINE PLAYS VIOLA


CHRISTINE PLAYS VIOLA
Useless to See Beyond 2010 Provenienza: L’Aquila
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Autoprodotto



Tracklist:
1.
Admire a new Demis

2. The Parchment Sand
3. Four steps in your hole
4. Witch of Silence


Line Up:

Massimo: Voce

Fabry: Chitarra

Desio: Basso

Daniele: Batteria

Christine Plays Viola è una formazione dark-wave nata a Pratola, in Abruzzo, nel 2007.


Il loro EP, “Useless to see beyond”, riassume in sole 4 tracce le caratteristiche fondanti di questa band.


Il genere proposto dai quattro abruzzesi, ovvero la matrice più dark del più ampio e strutturato calderone New Wave, non è certo tra i più facili da presentare di questi tempi: un po’ perchè della wave anni ‘80 sono rimasti i cocci rotti (vedi ad esempio gli ultimi deludenti lavori dei Cure), un po’ perchè è una scelta musicale che poco o nulla ha a che fare con le tendenze mainstream (seppure attualmente anche band di successo come gli Editors stiano provando a far rivivere quelle sonorità).


Tuttavia la Wave rimane un genere musicale molto variegato, che consente di far convivere i più differenti slanci creativi (si pensi solo ad alcune categorie musicali da cui è composto: post-punk, goth, synth-pop, industrial) e di creare ancora oggi un progetto dalla buona sostanza sonora. I CPV dimostrano di riuscire a fare proprio questo: intendiamoci, non inventano nulla di propriamente nuovo, nondimeno riescono ad essere creativi rielaborando personalmente il territorio musicale nel quale si muovono con maestria.


Gli ingredienti principali sono le tonalità malinconiche, mai fini a sé stesse né esasperatamente fosche, ma sempre al servizio dell'intenzione comunicativa dei brani: i suoni si aprono a momenti di luce o si perdono in un’oscurità “romantica”, non necessariamente drammatica. Questo perenne chiaroscuro è il tratto principale della musica dei CPV.


L’EP si apre con Admire a new Demise, brano cupo dalla lunga introduzione (distorsioni sonore, accenni di percussioni, frammenti di voci sovrapposte, echi e riverberi) che prepara al cantato di Massimo, solenne e evocativo. La seconda traccia, The Parchment Sand, è la più vicina al sound dei Depeche Mode: melodica, dal ritornello accattivante, un eccellente gioco di luci e d’ombre.


Four steps in your hole, dal titolo grottescamente equivoco, è sofferta, dolcemente inquieta, col suo basso sincopato e le sue atmosfere che ricordano "Pornography" dei Cure. Chiude il disco Witch of Silence, probabilmente la traccia più bella e più completa: validissime le scelte ritmiche, un’ottima ricerca melodica, un pezzo che smuove gli animi dei nostalgici degli eighties.


Se dovessimo dare un consiglio ai CPV saremmo davvero in difficoltà, come accade quando ci si trova di fronte a band dall’elevatissimo livello tecnico-artistico: di certo la loro bravura merita un supporto sonoro migliore della registrazione artigianale di Useless to See Beyond, se non altro per godere meglio delle sovraincisioni, degli effetti riverberati e dell’evocatività della loro musica. Se registrato in studi professionali, l’EP trascinerebbe in una dimensione d’ascolto ancora più piena e profonda.



Esibizione live:

I CPV si sono esibiti al Birraio di Siviglia, nell’ambito della Thunder Rock League di Orquestra 6.


Sin dalle prime note sono stati in grado di creare una loro personalissima dimensione live: un’esibizione drammatica, nel senso migliore del termine, carica di tensioni emotive fortissime. Misurati nella glacialità delle loro maschere bianche, i CPV hanno sedotto l’audience come poche band sono riuscite a fare nel contest quest’anno. Questi 4 ragazzi abruzzesi sanno comunicare col pubblico pur rimanendo fermi (salvo qualche convulsione spasmodica da parte del chitarrista) nella loro algida impenetrabilità. Arriva anche il momento in cui ci si leva le maschere, si guarda in faccia il proprio pubblico, perchè il brano lo richiede, per onestà intellettuale, per umiltà.


Se della New Wave rimanevano solo i cocci rotti, i Christine Plays Viola sono molto bravi a ripararli.



Voto: 98/100


Voto live: 9


Leonardo Verzaro

lunedì 19 aprile 2010

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.7 - Girone H

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:
HARDEVILS (Pavia) - METAL
http://www.myspace.com/hardevils

FATTY CHAOS (Torino) - ROCK/SCREAMO/ALTERNATIVE
http://www.myspace.com/fattychaos


PHERSEPHONE (Cuneo) - ROCK/POST PUNK/ALTERNATIVE
http://www.myspace.com/phersephonerock

EFFETTO LOTO (Como) - ROCK/SKA/ALTERNATIVE
http://www.myspace.com/effettoloto


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mercoledì 14 aprile 2010

Recensione - PIQUED JACKS


PIQUED JACKS
SORRY NEIGHBOURS
2009
Provenienza: Pistoia
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Autoprodotto

Tracklist:
1. The Elect, I'm not
2. 1,2... 8
3. To the animal soul
4. Klide... (if you can run)
5. Petals Floating

6. Ariadne's Thread
7. Halloween Pumpkins
8. Tear of star
9. Of my hot heart
10. Grandpa

Line Up:

Matteo - Batteria
Andrea - Voce
Francesco B - Basso

Francesco C - Chitarra


I piqued jack's sono una formazione giovane proveniente da Borgo a Buggiano in provincia di Pistoia.

Ci propongono un disco Funk di 10 brani, che si presenta subito con una copertina disegnata a mano, quasi a mostrare il lato autoironico della band e allo stesso tempo una geniunità non da poco.


Il disco è registrato con una qualità sufficiente, non curatissimo per quando riguarda la qualità dei signoli strumenti, ma con una discreta pasta sonora. I musicisti si dimostrano abili e perfettamente integrati tra loro e senza protagonismi deleteri contribuiscono in maniera positiva allo sviluppo ritmico/melodico, tanto da rendere tutti i pezzi compatti e con un ottimo "tiro".

Il disco parte subito a mille, facendoci intuire il mood funk del disco. I pezzi si snodano quasi sempre in territori funk ma si possono apprezzare anche rare aperture verso sonorità più rock e alternative rock. Il punto forte del disco sta sicuramente nel grande gusto musicale e melodico che rende ogni pezzo gradevole, valido dal punto di vista degli arrangiamenti e al contempo molto orecchiabile e di facile fruizione per tutti.

Il disco, se da un lato mostra una band veramente valida e centrata e decisa sul percorso musicale da intraprendere dall'altro mostra anche una dipendenza da quelle che sono le soluzioni musicali tipiche del genere (basta citare i Red Hot Chili Peppers per capirci) ed in questa direzione una critica costruttiva che si può rivolgere alla band è quella di provare a staccarsi un po' di più dalla "nave scuola" che sono i RHCP e provare a coltivare i piccoli spunti di alternative rock che già in questo disco sono presenti.


Esibizione live:

I Piqued Jacks si sono esibiti al Carlito's Way Domenica 21 Marzo In occasione del girone F di Orquestra. Si sono distinti vincendo il girone, e conquistando giuria e pubblico con il loro stile scanzonato e con un'energia sul palco veramente unica, ottima anche l'esibizione dal punto di vista tecnico, eccenzion fatta per l'incoveniente della scordatura della chitarra, che però non ha fermato lo show di questi ragazzi scatenati.

Voto: 78/100
Voto live: 9

Simone Giorgi

giovedì 1 aprile 2010

dopOrquestra6 - puntata 6

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.6 - Girone G

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:
Martin Landau - Reggio Emilia http://www.myspace.com/martinlandau
Flavio Botto & the Jack's Obsession - Pavia http://www.flaviojack.com/
Ipnoteca - Milano http://www.myspace.com/ipnoteca
Christine Plays Viola - l'Aquila http://www.myspace.com/christineplaysviola


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venerdì 26 marzo 2010

dopOrquestra6 - puntata 5

DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.5 - Girone F

L'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale e Giuseppe Tosi della Pro-Loco di Santa Maria della Versa (PV).

In questa puntata:
Mandrake Root - Massa Carrara http://www.myspace.com/wearemandrakeroot


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domenica 21 marzo 2010

Recensione - JUST ADD MELODY


JUST ADD MELODY
Noisy Lullabies
2008
Provenienza: Genova
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Zerodieci



Tracklist:
1.
Carillon
2. In her gaze
3. Spineless
4. Red
5. Wakin’ Up



Line Up:

Silvia Criscenzo: Voce

Massimiliano Costacurta: Chitarra

Gregory Meini: Chitarra, cori

Ivano Masnata: Basso

Daniele Riotti: Batteria

L’indie-rock alternativo dei Just Add Melody da Genova ha certamente qualcosa di affascinante: è chiassoso e raffinato al contempo, gode di arrangiamenti freschi e ben articolati e trova il suo punto di forza nella buona tecnica dei musicisti e nella voce suadente e pulita di Silvia Criscenzo, molto brava a muoversi su registri vocali differenti.


La prima delle 5 “ninne nanne rumorose” è “Carillon” e proprio con questo suono si apre il secondo demo dei JAM, una rock-ballad in cui le chitarre costituiscono un ottimo tessuto sonoro, potente e dolce. “In her gaze”, il secondo brano, comincia con scrosci di pioggia, sotto i quali Silvia sussurra le prime note: la canzone spicca per la sua ricercatezza e, stilisticamente, potrebbe essere stata scritta e cantata da Siouxsie in persona (il timbro vocale di Silvia, infatti, la ricorda moltissimo).


“Spineless”, introdotta da un cigolio di porta e dalla risata sbarazzina della cantante, ha un ottimo attacco che ricorda i pezzi più grottescamente dark dei Cure, ma perde tutto il suo fascino quando si indirizza su sonorità pop-rock che forse snaturano l’idea originaria. In realtà lo stesso si può dire di “Red” (molto belli i riff di chitarra), ma il refrain è piuttosto banale e sa di già sentito (Lacuna Coil). Il pezzo di chiusura, “Wakin’Up”, ha qualcosa in più (Silvia dà il meglio dal punto di vista vocale) ma si distacca di poco dai due brani precedenti.


I Just Add Melody non si riflettono solo in questi 5 brani: il loro repertorio, è composto anche dalle 3 canzoni dell’ EP “Shall We Become Crazy?” (2007), che abbiamo avuto occasione di ascoltare dal vivo e che forse sono ancora più interessanti e originali rispetto a “Noisy Lullabies”, album un po’ troppo convenzionale per le potenzialità di questa band (“memento audere semper” consiglierebbero i latini).


Esibizione live:

Dal vivo i JAM hanno saputo aprire con grinta e personalità il Girone E di Orquestra 6 (Domenica 14 Marzo al Carlito’s Way): Silvia è un animaletto da palcoscenico. Autoironica, scatenata, sexy e tecnicamente ineccepibile, il suo appeal sul pubblico è qualcosa a cui difficilmente si può resistere. Tutto ciò servirebbe a poco se i suoi compagni suonassero male e non è certo il loro caso: l’esibizione ha messo in luce una grande padronanza tecnica, precisione e cura per i suoni, energia da vendere.


Voto: 78/100


Voto live: 8,5


Leonardo Verzaro

sabato 20 marzo 2010

DOPORQUESTRA - IL TORMENTONE

Dopo il successo scaturito dal Dop-Orquestra, va di scena il tormentone che ha segnato l'ultima puntata, e che sarà il tormentone ufficiale dell'intero ORQUESTRA 6!


...PERCHE' CHI E' SENZA PECCATO...

...GIATTI IL SESSO!!!

La Redazione



venerdì 19 marzo 2010

dopORQUESTRA - puntata 4

"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.4 - Girone E

TERZA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale, ed Elena Vibi, coordinatrice dello staff di Orquestra.

In questa puntata:
Just Add Melody - Genova http://www.myspace.com/justaddmelody
Senso Inverso - Milano http://www.myspace.com/sensoinverso
Mercuryo Cromo - Bergamo http://www.myspace.com/mercuryocromo


Assolutamente da non perdere; tanta musica e tanto divertimento: "un binomio molto facile", solo per VOI.


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mercoledì 17 marzo 2010

Report - GIRONE D


ORQUESTRA 6
Thunder Rock League

GIRONE C
7 Marzo 2010

BAND IN GARA:
The End (PV)
Paradiso Degli Orchi (BS)
Akronimia (AL)
Belfast (BG)


In questa nuova domenicainvernale, ritorna per la quarta volta, Orquestra6, l'Alternative Rock Contest nominato il migliore d'Italia, con le proprie band indipendenti che infiammano queste fredde notti.

L'ormai consueta premessa della serata va alla voce fuori campo più invasiva d'Italia; quella del patron dell'Associazione Culturale ed Etichetta Discografica Indipendente Orquestra, Fabiano Moda, che da il via alle danze presentando così l'orrendo ibrido di presentatori, quali Leonardo Verzaro, altresì voce di Radio Popolare, e Alberto Zeffiro, storico volto musicale pavese.

Dopo il classico rito del sorteggione, la sorte propone per l'ennesima volta, la quarta consecutiva dall'inizio del contest, un ordine di esibizione che propone le band pià distanti, affrontare per prime la folla del Birraio di Siviglia, e questa volta, oltretutto, viene proposto un ordine veramente particolare: troviamo infatti un derby molto acceso, il primo di questa edizione del Festival, una sfida Brescia/Bergamo, rappresentati da "Il Paradiso Degli Orchi" e "Belfast", che ha il sapore di una grande sfida; a seguire Akronimia, e a chiudere, i The End.

La serata inizia, come nel girone precedente, con l'ansia dell'errore tecnico, che vede protagonista ancora una volta, come già successo in passato con As Likely As Not e Ironix, la strumentazione. Dopo pochi minuti, questa volta conteggiati dal cronomentro presente in giuria, la prova de "Il Paradiso Degli Orchi". Questa prima band offre al pubblico una prestazione veramente ad alti livelli, sia dal punto vista tecnico che compositivo, offrendo dimostrazione di una grandissima abilità tecnica, una grandissima coscienza compositiva, lasciando intuire al pubblico presente in sala, su che toni si mette la serata. La band bresciana offre un repertorio abbastanza eterogeneo, proponendo elementi del pop/rock (il brano "Margherita" ne è esempio), alternativo e a volte anche psichedelico, con una menzione speciale per il secondo brano proposto "My Sofa", sicuramente il brano più significativo della band, e il brano che ha suscitato più entusiasmo nella giuria tecnica dall'inizio del contest ad ora.

Seconda band in gara, a delineare ancora di più il livello il livello veramente alto di questo girone sono i Belfast, band proveniente da Bergamo, che però propone un repertorio molto "made in England", che riesce a toccare tutte le sfaccettature del pop/rock britannico, dalle atmosfere oniriche di Coldplay, Keane (con l'aggiunta delle chitarre) e Mogwai, a ritmi più serrati e atmosfere più "tese" dei Muse. I Belfast, nonostante non abbiano evidenziato durante la prova, un'eccelsa propensione alla "sorpresa" (elemento portato da una struttura ben delineata dei brani, che però caratterizza ogni pezzo presente in scaletta), hanno saputo dimostrare il loro valore, portando in scena un repertorio in cui non è spiccata la loro abilità tecnica, ma una grande precisione ritmica e dei suoni veramente chiari, a cui sono da aggiungere canzoni sicuramente già ascoltate, ma di indiscusso valore artistico.

Terza band di scena sul palco del Birraio di Siviglia, sono gli Akronimia, band proveniente dalla provincia di Alessandria. Gli Akronimia possiamo sicuramente definirli la seconda band tipicamente di matrice pop fin qui incontrata in concorso, dopo i Marilunari (MI). Certamente la band più "anziana" in gara, che però ha saputo giocare bene, per quanto riguarda il giudizio della giuria, il ruolo di Outsider di questo girone. La band alessandrina ha il suo punto forte nella voce chiara e delicata di Elisa, che ha ricordato molto in certi frangenti Anna Oxa nelle movenze e nell'espressività, punto a favore che purtroppo, nonostante un'indiscussa capacità tecnica, non riesce a trovare la sua massima espressione nel resto della band, penalizzata da suoni poco chiari, con un'effettistica riguardante soprattutto la sezione chitarre, da migliorare molto.

Ultima band ad esibirsi in questa quarta domenica di contest sono i The End, band "di casa" proveniente dalla vicina Voghera. I The End propongono un pop/rock classico senza pretese o alchimie particolari, ottimamente proposto ed eseguito. I The End dimostrano sul palco un grande affiatamento, riuscendo a coinvolgersi e a far coinvolgere il pubblico, creando una singeria particolare che ha permesso a questa band di dare quel "tocco in più" alla propria esibizione.

I The End, a sottolineare ancora più nettamente il grado di coinvolgimento che hanno saputo creare in sala, hanno saputo conquistare il record assoluto di voti aggiudicatisi dal pubblico, totalizzando ben 123 punti, somma che ha fatto in modo, insieme all'algoritmo speciale ideato dall'organizzazione e spiegato dal regolamento ufficiale del concorso, in cui i voti di giuria e pubblico vengono miscelati per decretare il vincitore, di sbaragliare la concorrenza, e aggiudicarsi la vittoria finale, e ipotecando un posto al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza nel Novembre 2010.

Seconda band classificata i bresciani "Il Paradiso Degli Orchi", a discapito di "Belfast" e "Akronimia".

Particolarità di questo girone è stato sicuramente il grado di preparazione delle band in gara, e la qualità tecnica e compositiva espressa, in particolare da Belfast e Paradiso Degli Orchi su tutti, ma nonostante un verdetto segnato dal voto popolare, possiamo ammettere che è stata comunque una vittoria che può non essere condivisa da tutti, ma certamente meritata.

Simone Caffi

Recensione - IRONIX



IRONIX
Ironix
2003
Provenienza: Pavia
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Autoprodotto



Tracklist:
1. Wings
2. Why do you live
3. Red dancing shoes
4. Abortion

Line Up:
Alessandro Cattaneo – Voce, chitarra
Marta Bordoni – Basso
Serena D’Alpaos – Batteria



Gli Ironix sono una grunge band pavese, nata nel 2002 come cover band da una passione che accomunava tutti e tre i componenti. I ragazzi hanno poi deciso di cimentarsi nella composizione di pezzi propri.

Tra i tanti live si sono esibiti in vari locali, feste della birra, dell’unità e inoltre all’UMF (University Music Festival) di Pavia, con i vicini di casa Noiseful Bastards e alla Festa di Primavera 2009 di Mezzana Corti insieme a numerose band locali..

I quattro brani che ci presentano sono caratterizzati da una ruvidezza sonora che ricorda i primi Nirvana di Bleach.

Il timbro di voce è a volte deciso e incisivo, come in “Wings” (oltretutto candidata come miglior testo), a volte più pacato e malinconico.

Domina inoltre la batteria, potente E squadrata, e gli insistenti riff di chitarra.

Il confronto con band anni ’90 del calibro di Nirvana e Alice in Chains è inevitabile e per loro probabilmente è anche un complimento.

L’affiatamento della band è notevole, così come la loro voglia di mettersi in gioco e di non arrendersi mai, anzi di continuare per la loro strada nonostante le critiche.

Ebbene sì, le critiche ci sono soprattutto perché molta gente pensa che il grunge sia ormai morto, che sia stato solo una corrente passeggera degli anni ’90.

Invece no, il grunge è vivo più che mai e gli Ironix ne sono una delle più evidenti dimostrazioni.

È vero, non brillano per originalità ma è anche vero che, oltre alle cover band, non ci sono molte band di questo genere che fanno pezzi propri e per gli amanti del genere non possono che essere una benedizione.

Esibizione Live:
Gli Ironix si sono esibiti in occasione del girone C di Orquestra 6 al Carlito’s Way, classificandosi quarti per la giuria.


Voto: 65/100
Voto Live: 6

Alessandra Maggi

sabato 13 marzo 2010

DOP-ORQUESTRA - PUNTATA 3 - GIRONE D


DopORQUESTRA 6
"...giù dal palco"
Il Salotto della Musica Indipendente

Puntata n.3 - Girone D


Orquestra 6 - Thunder Rock League, vi da appuntamento, oltre che sulle pagine di RockPV.it, anche nel primo salotto della musica indipendente, per un momento "giù dal palco" che non ha precedenti.

Per la prima volta Orquestra 6 - Alternative Rock Contest, premiato come Miglior Festival Indipendente Italiano 2009, l'Associazione Culturale Orquestra e la redazione musicale di RockPV vi danno appuntamento al primo
TALK SHOW sulla vostra musica e sulla musica del contest Orquestra 6 - Alternative Rock Contest - Thunder Rock League.

Nel video che segue potrete assistere alla TERZA PUNTATA dell'unico TALK SHOW della MUSICA INDIPENDENTE, presentato da
Leonardo Verzaro, direttamente dai microfoni di Radio Popolare e per la regia di Provini Lastrica Federico; ospiti in studio Simone Caffi, presidente e direttore di RockPV, Simone Giorgi, vicepresidente e redattore di RockPV, Alberto Zeffiro, musicista e filologo musicale, e Marco Gallo, Booking Manager direttamente da Orquestra.

In questa puntata:
IL PARADISO degli ORCHI - Brescia
BELFAST - Bergamo
AKRONIMIA - Alessandria
THE END - Pavia

Assolutamente da non perdere: tanta musica e tanto divertimento "non con la luna ma con il sole", solo per VOI.


Buon divertimento con ORQUESTRA 6 e con la vostra MUSICA INDIPENDENTE.

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Recensione - IL PARADISO DEGLI ORCHI


IL PARADISO DEGLI ORCHI
Il paradiso degli orchi
2009
Provenienza: Brescia
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Noise Studio


Tracklist:
1. Intro
2. Where is the light?
3. Margherita
4. My damned Mind
5. Remember
6. Panic Station


Line Up:
Sambrici Michele - Voce, chitarra
Marco Degiacomi - Batteria, voce
Andrea Corti - Basso
Iran Fertonani - Percussioni

Il Paradiso degli Orchi è una band proveniente da Brescia e attiva dalla primavera del 2007, che ci presenta un demo autoprodotto (e rimasterizzato nell'ottobre 2009) di sei tracce.

La qualità globale del lavoro è da definirsi buona, sia per la qualità sonora che per la tecnica di esecuzione.

Le sei tracce proposte nel disco possono definirsi "pop" nella migliore accezione possibile: alle ottime melodie (un plauso particolare all'intreccio sempre ben congegnato delle due voci) si affiancano arrangiamenti sempre azzeccati.

Le note positive del disco non si esauriscono qui: il demo non solo manifesta un ottimo lato pop ma attinge anche nell'indie rock e nella concezione di alternative di matrice Radiohead, producendosi non in sterili canzonette melodiche ma in opere dalla struttura più complessa
(un esempio su tutti i cambi di tempo ossessivamente belli di Panic Station)

Da citare anche la scelta particolare dell'intro: non un intro strumentale, ma all'opposto un brano parlato in italiano (a differenza di tutti gli altri brani, cantati in inglese) che ha proprio il compito di presentare la band e trascinare l'ascoltatore nel paradiso degli orchi.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un lavoro dalla buona fruibilità e dall'eccelsa qualità del gruppo, un progetto che comprende la sterilità musicale dei nostri tempi e cerca di portare anche sonorità pop/indie/rock ad un livello compositivo più elevato.

Esibizione live:
Il paradiso degli orchi si è esibito al Birraio di Siviglia in occasione del girone D dell'alternative rock contest di Orquestra Domenica 7 Marzo. La band si è dimostrata ottima anche in sede live portando alle orecchie del pubblico un suono molto compatto e ben studiato, risultando come la maggior parte delle band valide meglio dal vivo che su disco. Il paradiso degli orchi ha raggiunto il secondo posto della classifica globale, ma guadagnandosi un giudizio ottimo da parte della giuria tecnica.

Voto: 87/100
Voto Live: 9

Simone Giorgi

Recensione - BELFAST


BELFAST
H
2009
Provenienza: Bergamo
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Cifra Studio

Tracklist:
1. Never Wild
2. Spleen
3. Leaves have fallen
4. Down Below
5. Long Kesh
6. Belfast
7. Lubim Ta

Line Up:
Paolo Ghidini: Voce, Chitarra
Stefano Maffeis:Basso
Paolo Nava:Piano, synth, theremin
Herman Cavariani: Batteria e percussioni

I Belfast da Bergamo nascono nel 2007 dalla loro comune passione per il brit-rock.

Passione che traspare subito dalle note del loro disco omonimo, un concentrato di pop-rock all'inglese dalle atmosfere sognanti e rarefatte.


Belfast è un progetto che muove i suoi passi dall'indie-rock dei Killers,passando per i Coldplay, approdando a melodie in stile Athlete e ad arrangiamenti che ricordano molto quelli dei Mogwai.

Entriamo nello specifico di questo bel demo d'esordio: la prima traccia, "Never Wild", ha un tono molto lirico, si appoggia ad una melodia travolgente, che si apre a bagliori di luce nel refrain; un ottimo biglietto da visita per aprire l'album.


"Spleen" è invece un pezzo più canonico e ritmato, cantato magistralmente da Paolo Ghidini, la cui voce è in generale versatile e completamente a suo agio con vocalizzi impervii e falsetti.

Il terzo brano, "Leaves have fallen", ha un impianto più rockeggiante (soprattutto nell'utilizzo delle chitarre), ma non si perde mai di vista il gusto per melodie romantiche e squisitamente pop; la coda del pezzo è davvero emozionante.

"Down Below", con introduzione di piano, sorprende per la sezione ritmica che lavora su tempi composti, per poi divenire più regolare nel ritornello forse poco efficace se confrontato al resto del brano.

Atmosfere meno solari in "Long Kesh", brano che ricorda inizialmente i Radiohead, per poi aprirsi ad un ritornello dal sapore quasi grunge; nel finale la voce dialoga con la batteria, in un alterco che risolve lì dove la chitarra aveva cominciato.

"Belfast", vera e propria dichiarazione programmatica della band, è un sunto della loro modalità espressiva; la batteria lavora quasi unicamente su tom e timpano, il basso è avvolgente, le corde della chitarra sono sfiorate dolcemente, i synth e le tastiere arricchiscono la coda strumentale, dandole sostanza.

"Lubim Ta" chiude il disco con una tenera lettera d'amore in musica, a metà tra Kings of Convenience e Bright Eyes; semplice, minimale (chitarra, voce, qualche nota di pianoforte) e proprio per questo bellissima.

Un ottimo esordio quindi, piacevole all'ascolto, senza troppe pretese; ascoltando i Belfast si ha una sensazione di genuinità, di sincerità d'espressione, di leggerezza (l'album è inoltre tecnicamente ben registrato e non si percepiscono sbavature di sorta).

Una breve menzione merita infine l'artwork della demo, realizzato da Perro Creatures e che si avvale di disegni e collages in stile anni '50, con testi scritti a mano e una cover sleeve che presenta la H del titolo disegnata su una lavagna nera; originale e del tutto in linea con le atmosfere della band.

Esibizione live:
I Belfast hanno suonato Domenica 7 Marzo al Birraio di Siviglia, Girone D della Thunder Rock League di Orquestra.

Un'esibizione di alto contenuto, che ha colpito molto la giuria e il pubblico con le suggestioni emotive che la band riesce perfettamente a trasmettere.



Voto: 88/100
Voto live: 8

Leonardo Verzaro